quanto conta la struttura dello strumento nella resa della sua montatura(di qualsiasi tipo essa sia?)

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quanto conta la struttura dello strumento nella resa della sua montatura(di qualsiasi tipo essa sia?)

Messaggio Da martinezcello il Lun Feb 25, 2008 6:34 pm

non so se l'oggetto è abbastanza chiaro, probabilmente no per cui cerco di spiegare cosa intendo.
sappiamo tutti che gli strumenti che suoniamo oggi, compresi quelli antichi, hanno subito negli anni (o addirittura nei secoli) varie modifiche ad opera di vari liutai...benissimo. ciò è assolutamente comprensibile e direi quasi fisiologico, essendo lo strumento un qualcosa di vivo e in continua evoluzione. ora, ho colto lo spunto datomi una settimana fa da un liutaio che ancora non si è iscritto a questo forum(malissimo!! Very Happy ), il quale, alle mie ripetute domande sul motivo per cui il mio cello non suonava con quattro oliv, ha risposto che gli strumenti odierni hanno il manico incassato in modo da supportare una certa tensione delle corde; ovviamente, stiamo parlando di corde d'acciaio, per cui il limite minimo di tensione è indubbiamente più alto di quello di una qualsiasi corda di budello. a questo punto, se noi montiamo quattro corde di budello, togliamo di colpo troppa tensione e lo strumento, che non ha un assetto atto a supportare una tensione minore, non rende. mi piacerebbe che qualcuno più esperto di me in materia approfondisse questa tematica, poichè mi ha interessato molto.
grazie

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Re: quanto conta la struttura dello strumento nella resa della sua montatura(di qualsiasi tipo essa sia?)

Messaggio Da Alfredo il Mar Feb 26, 2008 1:51 am

Non so la risposta ma ho sentito anche che su alcuni strumenti nuovi le corde di budello non vanno ma su quelli antichi si... forse dipende veramente dalle tensioni dello strumento.

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Re: quanto conta la struttura dello strumento nella resa della sua montatura(di qualsiasi tipo essa sia?)

Messaggio Da carmar1791 il Gio Mag 01, 2008 7:02 pm

Il tuo liutaio ha ragione.
Più il manico è piegato indietro più peso scaricano le corde perpendicolarmente sulla tavola.
Con il manico moderno proprio per questo hanno dovuto irrobustire la catena.Il gioco per determinare la pressione sulla tavola sta tutto nello stabilire quanto acuto deve essere l'angolo al vertice, formato tra capotasto (e perciò angolazione del manico) , estremità superiore del ponte e capotasto della cordiera.
Per avere gli stessi chili sulla tavola ,pari alle corde d'acciaio, le corde di budello (specialmente se nude)devono essere molto spesse o comunque con una gra densità (e o peso specifico).Per cui i vari tipi di corda e cioè quelle appesantite tramite bagni con sostanze a base di piombo ed altri materiali molto tossici (questo solo per le corde nude),oppure la doppia torsione etc..
Per le rivestite si cercano materiali sempre più pesanti e resistenti come tugsteno etc,
Si tenga presente però che le oliv non sono corde barocche anche se in appareza sembrerebbe così,ma anzi sono corde modernissime costruite con altissima tecnologia.
Nel barocco il rivestimento era di rame e solo in un secondo tempo d'argento ed il filo era singolo e molto più grosso dell'attuale.
Le oliv grazie alla tecnologia moderna usano sovrapporre più avvolgimenti di filo sottilissimo il che rende la densità ed il peso specifico più omogeneo e quindi meno pericolo che la corda sia falsa o difettosa,inoltre tra l'anima di budello nudo e l'avvolgimento di metallo inseriscono degli avvolgimenti di cotone o comunque fibra sintetica in modo da rendere il suono più morbido e pastoso.
Inoltre per le corde più acute tipo il la e il re del violino e la viola , l'oliv non usa non un filo di sezione circolare ma una "fascetta" (come il nastro per incartare i pasticcini

Very Happy ).
In somma la pirastro per le oliv usa una tecnologia che secoli fa era impensabile..
Ciononostante a mio parere la qualità delle corde di budello nudo degli inizi 900 ,per cui credo anche dei secoli precedenti ,non è stata ancora eguagliata.Se ad esempio ascoltiamo le registrazioni di Prihoda o contemporanee ci possiamo renddere conto che suonavano con 3 corde nude e una rivestita e la qualita e potenza non aveva niente da invidiare alle moderne corde (naturalmente saranno state più scomode da usare per l'accordatura e saranno durate meno..) . Le corde nude moderne purtroppo non sono altrettanto buone in termini di risultato sonoro, (ci si può avvicinare facendo lunghe prove e ricerche per quel che riguarda il calibro più adatto al nostro strumento ma che non è valido per altri strumenti ).A parer mio questo è dovuto alla qualita del budello degli ovini e bovini utilizzati nonchè alla densità finale ottenuta dopo la lavorazione ed alla questione della tensione data dall'angolazione del manico etc...
Comunque la legge per la determinazione del calibro corde della loro lunghezza e peso e tensione, comunemente conosciuta come legge di Taylor si trova descritta nel bellessimo libro di Angeloni "Il liutaio" edito da hoepli ; altre interessanti notizie sulle corde sono sul libro sempre della della hoeply dal titolo " il violoncello".
Ciao Martina

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Re: quanto conta la struttura dello strumento nella resa della sua montatura(di qualsiasi tipo essa sia?)

Messaggio Da martinezcello il Gio Mag 01, 2008 9:14 pm

che bello leggere finalmente una risposta così esauriente e documentata! grazie!! di recente ho letto un libro molto bello e per certi versi assai divertente, "mara",l'autobiografia dello Stradivari Mara che adesso appartiene ad Heinrich Schiff; ho trovato davvero simpatico il punto in cui il violoncello narra il trauma subito dagli strumenti antichi con l'imposizione delle corde di acciaio da parte degli strumentisti "moderni"... Very Happy mi permetto di consigliare la lettura di questo breve romanzo ai veri paladini... Very Happy
per tornare alle corde e alle tensioni, fin da subito ho cercato calibri abbastanza forti, infatti dopo i primi tempi in cui l'accordatura era veramente difficoltosa, soprattutto con l'aggiunta del re oliv ho risolto ogni problema...
l'unico fattore che riesce ancora a mettere in seria crisi tutto l'assetto del mio povero cello è l'umidità: a firenze per esempio il suono è pieno di fischi, quando piove poi non ne parliamo.. non ho capito però se ciò dipende dal fatto che l'ambiente cui si è abituato è il secco del teatro oppure se tutti gli strumenti reagiscono così al brusco aumento del livello di umidità.
ultima domanda: caro carmar1791, chi sei? benvenuto sul forum!!
Martinezcello I Paladini del Budello ONLUS

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Re: quanto conta la struttura dello strumento nella resa della sua montatura(di qualsiasi tipo essa sia?)

Messaggio Da carmar1791 il Sab Mag 03, 2008 1:17 am

Il legno si comporta come una spugna ed in più meno è denso e più beve e viceversa.Ci sono legni poi che a seconda del periodo in cui è stato effettuati il taglio (luna pina ,calante etc.) hanno un differenti caratteristiche organiche.
Probabilmente il tuo cello ha la propensione a bere Very Happy
Questo comporta il fatto che le tavole hanno differenti "accordature" a seconda dell'umidità e quindi differente risposta alle frequenze immesse dalle corde vibranti.
Per stabilizzare il legno ,di solito, i liutai usano "trattare" le tavole ( e qui comincia la ridda tra quelli che sostengono il trattamento e quelli che no!). Io lo consiglio vivamente.
Comunque anche stradivari trattava il legno, con cosa però è difficile stabilirlo, di sicuro gli studiosi asseriscono che comunque una mano di "acqua di colla" gliela dava.
Perciò per bypassare il problema del tuo cello ,una volta che hai occasione di farlo aprire dal liutaio (magari per cambiare catena o fagli fare un restauro importante) devi chiedergli di fare un trattamento impregnante contro l'umidità.Le sostanze usate sono diverse si va dal silicato di sodio all'acqua di colla etc. fino ai composti chimici ultra moderni.Male non gli fa e sicuramente aumenti il peso specifico del legno.Io l'ho fatto per percauzione su uno strumento antico e finora funziona benissimo.
Se ivece sono solo le corde che " fischiano" occhio alla messa a punto e cioè:
Il pote deve essere peerfettamente parallelo al capotasto ,controlla che le due corde interne e le due esterne siano lunghe uguali (saprai certamente che le corde di solito non sono perfettamente tutte lunghe uguali).
Controlla che la scalanatura delle corde sul capotasto e sul ponte non sia più fonda di un terzo del diametro delle corde (il minimo necessario)e sia ben lubrificata da graffite.
Infine le corde:
Come l'Angeloni e tutti gli antichi cordari consigliavano, prima di montare le corde di budello lasciale a bagno nell'olio (meglio rettificato) per qualche giorno,così facendo si impregnano diventando refrattarie all'umidità e accorciando notevolmente i tempi per un'accordatura stabile.Facendo così inltre il suono diventa più potente più pastoso e morbido. Mediamente in 3-4 ore o megli una notte raggiungo l'accordatura stabile.

Ps
Prima di montarle ricordati di pulirle (magari con alcol) ed asciugarle ....altrimenti
Very Happy Very Happy
Ciao

carmar1791

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